Asami Kato
Venezia
Un testo sulla resa scultorea di acqua, riflesso e ombra nell'opera veneziana di Asami Kato.
Asami Kato e uno scultore che ci mostra con chiarezza le ombre dell'acqua, che propriamente non dovrebbero essere visibili. Ci mostra ombre nitide in piena luce del giorno, proseguendo al tempo stesso la stranezza di Böcklin e gli enigmi di de Chirico, che potrebbero essere caratteristiche distintive della sua scultura.
Osserviamo la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli di Kato (1993). Questa chiesa sembra trovarsi a Venezia, ma non appare come l'attrazione turistica che e la Basilica di San Marco. Kato adotta un modo singolare di selezionare i propri soggetti, scegliendo luoghi che si trovano su una sorta di linea di confine. A Roma sceglie zone vicine al suo atelier e al centro della citta; in altre citta sceglie aree intermedie tra i luoghi turistici e i loro dintorni. Questa chiesa compare persino in un film di Orson Welles, ma non sembra comunque molto conosciuta.
Perche allora Kato ha scelto proprio questa chiesa? Probabilmente perche e una delle pochissime chiese che possono essere viste da varie angolazioni e perche anche il suo riflesso nell'acqua puo essere osservato da diverse prospettive. Kato, a piedi, ha osservato la chiesa innumerevoli volte, per poi interiorizzarla e lasciarla fermentare dentro la propria fisicita. L'edificio che Kato ha quindi generato e una struttura fantasmagorica che ondeggia, si espande e si contrae come un essere vivente.
Le parti in ombra risultano ancora piu deformate. Le increspature dell'acqua vengono espresse come forme e si piegano in curve flosce. Le zone in ombra si colgono a colpo d'occhio. Questa scultura e facile da comprendere, eppure meravigliosa. Forse ancora piu strano e che la superficie dell'acqua, che non dovrebbe essere visibile, lo diventi comunque.
Proprio come nell'etica formulata da Nietzsche, secondo cui la verita equivale alla liberta e diventa evidente solo attraverso l'esistenza delle ombre, le ombre di Kato ci presentano una pelle traslucida in cui la superficie dell'acqua equivale alla morbidezza.