Asami Kato
Roma
Un testo poetico sul rapporto artistico incrollabile di Asami Kato con Roma.
Nel 1976 salii all'aeroporto di Haneda, a Tokyo, su un aereo diretto a Roma con una sola valigia e, appena arrivato, fui subito sopraffatto dal fitto intreccio dei monumenti antichi. Automobili e autobus sfrecciavano accanto a loro e sopra di loro, mentre i romani continuavano la loro vita quotidiana con totale naturalezza. Questa citta, dove le tracce del passato e la profana quotidianita del presente possono convivere senza difficolta, mi conquisto completamente. Avevo lasciato il Giappone con l'obiettivo ben preciso di studiare all'Accademia di Belle Arti, ma mi resi conto di essermi imbattuto in qualcosa di molto piu grande, cosi trascorsi i primi anni a creare dentro di me lo spazio necessario per assorbire questa cultura altra, per me cosi estranea.
Amo Roma soprattutto durante le mie passeggiate notturne, quando le chiese sono illuminate e le piazze lastricate non hanno piu nulla in comune con il polveroso disordine del giorno. Nel silenzio della notte, i monumenti rischiarati emergono dall'oscurita e ritornano alla loro forma piu autentica e potente. Mi da anche grande gioia passeggiare tra le rovine poco fuori citta, dove molto spesso cammino completamente solo tra monumenti abbandonati e sublimi. Sul selciato, i miei passi risuonano leggeri e ritmici come una lancetta dei secondi che cammina in senso opposto, riportandomi verso quel passato che qui mi offre i suoi antichi tesori: ogni singola pietra, corrosa dal tempo, torna a vivere e comincia a raccontarmi la sua storia.
Gia nel 1980 ho cominciato a tradurre una dopo l'altra in bronzo queste impressioni personali di Roma. Roma fu il punto di partenza; in seguito ho fuso in bronzo paesaggi veneziani, siciliani e spagnoli e ho presentato questi lavori nelle mie mostre.